Editoriale

“Nova Historica” intende presentarsi come un luogo di discussione libero e privo di pregiudizi ideologici o storiografici, nella più ampia indipendenza di analisi e di ricerca, sia in ordine ai temi, sia in ordine alle interpretazioni. “Nova Historica” intende essere “scientifica” anche in un senso tecnico e formale, e cioè adeguandosi, fin dall’inizio della nuova direzione, alle indicazioni ministeriali relative all’assicurazione dei parametri di qualità oggi richiesti.

La direzione intende procedere verso un rinnovamento, sia in termini metodologici, accogliendo cioè gli apporti che provengono dagli studi interdisciplinari, come si dirà meglio appresso, sia in termini di contenuti, sia infine nelle aperture di carattere scientifico alle nuove declinazioni della disci- plina storica.

Per questo, passando dalle considerazioni generali a quelle un po’ più specifiche, occorre sottolineare che il comitato di direzio-ne è l’espressione di una confluenza di profili diversi: la storia politica dell’Ottocento e del Novecento, la storia economica e la storia delle istituzioni.

La finalità è rendere più ampia e più espli- cita, rispetto ad altre riviste, la compresenza di discipline affini e complementari attraverso le quali sia possibile precisare una linea di ricerca non svincolata dal reale. La forte presenza di un tema centrale per la cultura e la società contemporanea come quello dell’Europa, ad esempio, può essere utilmente affrontato a livello di ricerca anche attraverso questa prospettiva con esiti scientifici di particolare attualità, unendo la storia politica quella economica e sociale con quella delle istituzioni politiche ed economiche.

Questa confluenza vuole anche sottolineare la necessità di rivendicare come centrale il metodo storico nel momento in cui diversi segnali confermano come siano in crisi, dal punto di vista interpretativo oltre che da quello della ricostruzione, quelle metodologie che prevedono la sostituzione del metodo storico, fatto di analisi documentaria e di rigore interpretativo conseguente, con altri modelli estranei alla storiografia.

Infine, si vuole anche ribadire che la complessità della storia costituisce un valore, contro non soltanto le ideologizzazioni, ma anche contro le varie banalizzazioni e semplificazioni oggi frequenti sui media, con cui si cercherà comunque un dialogo costruttivo. La denominazione della rivista, “Nova Historica” allude alla compresenza di elementi di novità in una struttura classica, sot- tolineata dall’uso della lingua latina.

Si è cercato di proseguire tale indicazione di origine nella struttura e nella tipologia dei contenuti. economica e sociale con quella delle istituzioni politiche ed economiche. La rivista manterrà la sua periodicità trimestrale ma, a differenza del passato, un numero, quello di settembre, sarà monografico. I tre numeri non monografici avranno, come si evince già dal presente fascicolo, una struttura classica e innovativa insieme. Il numero si apre con la sezione “Saggi”, che prevede normalmente due contributi di ampie dimensioni; a differenza di molte altre riviste, non riteniamo che la stringatezza dei saggi scientifici sia necessariamente un valore; in tal senso si è deciso di lasciare ampia disponibilità allo studioso, che potrà avvalersi di uno spazio assai consistente nella redazione dei saggi.

La seconda sezione è quella delle “Note e discussioni”, anch’essa piuttosto tradizionale, che prevede elaborati meno ampi di quelli presenti nella sezione precedente e soprattutto temi più specifici o discussioni su argomenti anche di ampio respiro ma pensati con taglio essenzialmente interpretativo. La terza sezione è quella dei “Documenti”: ci pare opportuno presentare, in ogni numero, un documento inedito particolarmente significativo, ovvero una memoria redatta per l’occasione,ovvero ancora un documento edito ma scomparso alla disponibilità degli studiosi, come per l’appunto quello che si presenta in questo numero, e cioè la relazione ministeriale sul salvataggio dell’esercito serbo da parte della Marina militare italiana tra il 1915 e il 1916.

La sezione documenti presenterà, in ogni numero, anche una sottosezione fotografica dedicata a un evento partico- lare: lo scopo è quello di utilizzare anche la fotografia come mo- mento interpretativo e documentario. In questo numero vi è una interessante rappresentazione fotografica relativa al crollo del campanile di San Marco a Venezia, con una curiosa presenza di falsi fotografici.

La quarta sezione è dedicata agli “Osservatori”. Si tratta di contributi, in genere due, che intendono aggiornare il lettore, da un lato, sulle nuove tendenze in termini di ricerca storiografica relativamente alle tre discipline sulle quali si articola la rivista e, dall’altro, sulle varie applicazioni della storia: dalla didattica al rapporto con cinema, teatro o romanzo dalle relazioni tra storia e arti figurative alla presenza sempre più massiccia e non sempre di alto livello della storia su web e in tv. L’ultima sezione è infine dedicata alle recensioni e alle schede.

Il numero monografico invece non seguirà la struttura a sezioni testé illustrata ma sarà composto di soli saggi; può essere prevista una sezione documentaria, ma non sono previsti né gli “Osservatori”, né le recensioni e le schede. Il numero monografico diventerà un volume di una collana che l’Editore ha già previsto, “Collana Nova Historica”, nella quale ovviamente confluiranno anche monografie specifiche. Tutti i contributi saranno corredati di note a piè di pagina ed, escluse le recensioni e le schede, di abstract in inglese.

L’Editore infine ha previsto la possibilità di accedere alla rivi- sta on line, consultando anche solo il singolo articolo, oltre all’intero numero. La struttura della rivista, oltre che dal Comitato direttivo, è composta dal Comitato di Redazione, nel quale sono presenti alcuni giovani studiosi con incarichi specifici nell’ambito tecnico- redazionale della rivista e da un Comitato Scientifico internazionale.

In buona misura, la realizzazione di una rivista storica, in un periodo di crisi come il presente, costituisce una sorta di scommessa sulle nostre capacità di interessare il lettore e la comunità scientifica, ma soprattutto di coinvolgere i giovani nel percorso di una ricerca libera e indipendente fornendo loro una palestra nella quale la diversità delle opinioni e delle interpretazioni sarà l’elemento distintivo e il vero valore aggiunto della rivista.

COPIA OMAGGIO E ABBONAMENTO

Comitato di Direzione

Francesco Bonini, Simona Colarizi, Giuseppe Parlato (coordinatore), Gaetano Sabatini

Comitato Scientifico

Ester Capuzzo (La Sapienza. Università di Roma) Massimo de Leonardis Università Cattolica - Milano) Fernando Garcia Sanz (CSIC - Escuela Espanola de Arte e Historia) Paolo Nello (Università di Pisa) Roberto Pertici (Università di Bergamo) Carmen González Martínez (Università di Murcia) Valery Mikhailenko (Università deglis Urali) Metin Venxha (Università di Korça)

Comitato di Redazione

Coordinatori: Silvio Berardi, Vittorio Bonacci Componenti: Danilo Breschi, Matthew D’Auria, Emilio Gin, Simone Misiani, Rodolfo Sideri, Marco Zaganella Direttore responsabile Luciano Lucarini